Conferenza stampa: Heel e Jaerbyn strafelici

Werner Heel, Patrick Jaerbyn

Werner Heel, Patrick Jaerbyn

"Domani nella libera vincerà un altro", assicura Werner Heel con un sorriso radioso, di chi ancora stenta a capacitarsi dell’impresa compiuta, "Oggi la pista, in ogni caso, era tracciata in modo diverso rispetto agli altri anni. Qui non ero mai andato oltre il ventesimo posto".

Il primo ringraziamento di Heel è per il comitato organizzatore della Coppa del Mondo in val Gardena. “La scorsa settimana ci hanno fatto allenare qui e devo dire che si sono visti i risultati. Forse è stata questa la chiave della mia vittoria e dei buoni piazzamenti dei miei compagni”. Per quanto attiene il tracciato Heel ha notato “un sostanziale cambiamento degli angoli”. Il fattore vento ha inciso: “Sicuramente ha avuto il suo peso. Dopo il sesto o il settimo concorrente ha iniziato a soffiare”. Il ragazzone della val Passiria era consapevole di essere sceso bene. “Non ho commesso errori, ma anche per questo temevo di non essere stato abbastanza veloce”. Gli sono piaciute le Gobbe di cammello. “Sono adrenalina pura”. Poi ha confessato di aver ricevuto da Cuche una cassa di birra per aver battuto Miller. “Sì, il regalo risale ancora a Bormio”.

Felice anche lo svedese Patrick Jaerbin, che tornerà negli Stati Uniti per trascorrere alcuni giorni di vacanza con la moglie e i due figli. “Mi sono appena rimesso dall’infortunio al ginocchio sinistro, che ancora fa male. Salterò Bormio ma tornerò a Wengen. Sono strafelice di essere finito sul podio ed ammetto che la dea bendata, in quest’occasione, è stata dalla mia parte. Quando la fortuna arriva bisogna, però,  essere in grado di coglierla”. Poi, parole dolci, per la moglie. “E’ sempre al mio fianco e non smette mai di sostenermi. E’ una straordinaria compagna di vita”. E anche per il locale comitato organizzatore: “Lo staff gardenese ha preparato una pista eccellente ma selettiva. Un buono sciatore deve saper dare il massimo anche nei tratti diritti”.